Su razzismo e discriminazioni

COMUNICATO STAMPA

Noi iscritti del Circolo del PD di New York abbiamo vissuto un periodo intenso tra il lockdown per la pandemia e le proteste a seguito dell’assassinio di George Floyd. Vivendo in questo territorio, ricco di opportunità ma anche di contraddizioni abbiamo visto crescere la nostra sensibilità su razzismo – definito da Gutierres il 10 giugno come una “piaga da combattere” –  e lotta alle disuguaglianze. “Dalle manifestazioni contro il razzismo – ha affermato Zingaretti  il 7 giugno – un bellissimo esempio di civiltà. Si può manifestare ancorati a valori grandi e indiscutibili in maniera sicura, responsabile e civile.” Quindi anche il nostro Segretario ci sprona a combattere sempre il razzismo, non solo a denunciarlo. Su questo vorremmo il nostro Partito piùincisivo nel Governo e nel Parlamento.

Per la legge Bossi-Fini del 2002 scendemmo in piazza, poi ci abituammo. Allo stesso modo non vorremmo abituarci ai decreti sicurezza di Salvini, la cui revisione sembra imminente. Dello ius soli ne parliamo sempre ma senza che si veda nulla di concreto.

Vorremmo che il nostro Partito, quando apre un fronte di discussione, poi lo chiuda con dei provvedimenti risolutivi. Chiediamo quindi che si calendarizzi la discussione di questi temi appena possibile.

La Segreteria del Circolo

the Pursuit of Happiness

di Mico Licastro

Carissimi,

a giorni ci sarà la ”festa” del 4th of July.

La frase ”Pursuit of Happiness” nella Dichiarazione di Indipendenza degli USA è stato un “colpo di genio” (così definito da qualche storico/analista…) di T. Jefferson. Prima, nelle bozze precedenti a quella poi approvata dal Continental Congress del 4 Luglio (data ancora contestata ma ufficiale) era scritto ”pursuit of property,” ”propietà,” sia di terreni…che di schiavi.

Proprietà ”conquistate” con decreti reali, e anche con la forza delle armi e della frusta, con l’inganno, con il sopruso.

Questa è la genetica di base di questo Paese, comunque lo si voglia rappresentare. Ma è anche vero che dalla sua creazione, nella sua evoluzione, ha cercato di redimersi e forse con il dopo Trump continuerà in questa evoluzione con più trasparenza della sua storia politica e sociale. Ma per fare ciò ci vogliono molto coraggio, nervi saldi e buona conoscenza della “rosa dei venti.” Molti con la loro vasta partecipazione alle recenti e continue dimostrazioni e proteste di strada e anche alle ultime primarie del partito democratico USA stanno dimostrando di avere queste due dirimenti caratteristiche.

C’e da sperare…

Un altro argomento che merita attenzione e approfondimento per capire meglio ciò che sta accadendo nelle strade è la genetica della polizia di questo Paese: da dove viene, perché nacque, come si è evoluta, voluta da chi allora e ora.

Momento storico che a secondo di quali contributi sociali e politici verranno investiti dall’elettorato a Novembre e dai rappresentanti che esso  manderà nelle aule legislative locali, statali e nazionali, nell’esecutivo e nel giudiziario, definirà l’anima di questo Paese (e credo anche del resto del mondo) nel futuro prossimo. Dove la locomotiva dell’evoluzione scientifica e quella sociale-politica diventano ruote che devono girare alla stessa velocità. Altrimenti il deragliamento del treno che traina è inevitabile e il groviglio di rottami che ne risulterà non sarà fatto solo di acciaio, cemento e altri velenosi residui della rivoluzione industriale del XXmo secolo, ma risulterà in una involuzione della genetica e vita umane.

E noi, volenti o nolenti, attivisti o semplici osservatori, ne facciamo parte.

Sul tavolo della festa del 4th of July, oltre ai burgers e hot dogs perché non apparecchiamo anche qualche discussione su questi argomenti?

Festa della Repubblica 2020

Festeggiare la nascita della Repubblica Italiana ai tempi del Coronavirus e sotto il coprifuoco fa riflettere quanto importanti siano le norme contenute nella nostra Costituzione ma soprattutto quanto questo documento sia “vivo” e abbia bisogno di essere costantemente alimentato.

Simbolo Repubblica ItalianaVedete, i buoni propositi sono estremamente importanti per cominciare ma spesso accade di notare che ci si ferma lì. Il 2 giugno 1946 vince la Repubblica ma il risultato referendario disegnò un Paese spaccato tra nord e sud, tra città e campagna, tra proletariato e borghesia. In molte aree del Paese in quel tempo proseguiva una cultura profondamente statica e conservatrice, tipica della sua storia profonda e consolidata ulteriormente dal fascismo e dalle famiglie della borghesia urbana che nell’Ottocento e fino al dopoguerra si trasmisero, abbastanza chiuse in se stesse, tutte le cariche pubbliche. Dovrebbero farci pensare la debolezza del sindacato e delle leghe in vaste aree del nostro territorio dopo la prima guerra mondiale e la ristrettezza del movimento partigiano durante la seconda guerra. Poi, però, nel dopoguerra le cose cominciarono a cambiare: la Destra mantenne uno zoccolo duro in vaste aree dell’Italia, ma certamente limitato, mentre la nuova cultura politica avviò una crescita culturale e sociale della quale oggi continuiamo a godere dei frutti, impegnati verso nuovi ambiziosi traguardi.

Buona Festa della Repubblica, nata dalla Resistenza al nazifascismo, dal rifiuto della guerra e della dittatura e dalla profonda aspirazione della nostra gente a libertà, democrazia e pace!

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del “Concerto dedicato alle vittime del coronavirus” nel 74° anniversario della Festa Nazionale della Repubblica

Messaggio dell’Ambasciatore d’Italia presso gli Stati Uniti

Enrico Zanon

 

– Segretario di Circolo

TESTIMONIANZE / LA SOLIDARIETÀ DEI CLUB SPORTIVI ITALIANI A NEW YORK

(9Colonne)  Roma, 10 apr – “In questo momento di profonda crisi sanitaria a causa del Coronavirus i circoli di tifosi newyorchesi dei club calcistici italiani e anche di altri paesi, normalmente avversari sportivi, hanno deciso di unirsi in una raccolta fondi comune per aiutare il personale medico che lavora nella New York City Health and Hospitals Corporation (NYCHHC.)”. Lo spiega a 9colonne, raccontando il clima di questo periodo nella Grande Mela e negli States, Mico Licastro, rappresentante del CONI-Italia per gli Stati Uniti e da decenni impegnato in molteplici attività nella comunità italiana. “Questa azienda – spiega Licastro – è un sistema sanitario integrato comunale che fornisce servizi medici, di salute mentale e di abuso di sostanze attraverso i suoi undici ospedali per cure acute, tutti centri di AIDS designati; quattro strutture infermieristiche qualificate; sei grandi centri diagnostici e terapeutici, oltre 70 cliniche di quartiere, strutture di assistenza a lungo termine e assistenza domiciliare”. “La NYCHHC – prosegue poi Licastro – non chiede a chi si presenta per una emergenza medica quanti soldi ha, o se ha una carta di credito, un’assicurazione medica o di che passaporto è in possesso prima di prestare tutta l’attenzione e il servizio medico necessario per intervenire. La loro missione è quella di seguire i valori umani e fornire servizi sanitari di alta qualità con compassione, dignità e rispetto per tutti, indipendentemente dal reddito, dall’identità di genere o dallo status di immigrazione”.

“Quando mi è stato chiesto dagli organizzatori di partecipare, come Delegato Coni per gli Stati Uniti – ci spiega Licastro – ho aderito immediatamente e offerto il patrocinio del Coni-Delegazione USA, divulgando la notizia attraverso la mia rete sia sportiva che sociale. Oltre 30 club stanno partecipando e finora sono stati raccolti oltre 30 mila dollari: contributi che sono pervenuti dai singoli tifosi e, in un paio di casi, anche direttamente da società calcistiche in Italia, come nel caso dell’AS Roma, che ha donato 10 mila dollari come società e altri 10 mila dal suo proprietario, James Pallotta”. “Molti italiani residenti all’estero – aggiunge – specialmente se per lavoro temporaneo o che non hanno la cittadinanza americana, a volte non hanno assicurazione medica sufficiente a coprire tutte le varie categorie di spese mediche necessarie per intervenire immediatamente nella emergenza e nel tempo per il recupero. Credo che il governo Italiano stia ponendo attenzione a questa situazione di cittadini Italiani residenti all’estero o permanentemente o temporaneamente che sono senza adeguata assicurazione medica. Anche l’Ambasciata Italiana e la rete consolare e culturale negli USA si sono mobilitati con la campagna di raccolta fondi ‘ItalyStayStrong’, a favore di tre ospedali italiani al centro della battaglia contro il coronavirus”.

“Questo è un Paese dove convivono forti contraddizioni – conclude poi Licastro – da slanci di profonda umanità e solidarietà a momenti di gravi indifferenze sociali e istituzionali. Ci vivo da altre cinquant’anni e ho imparato a convivere con queste contraddizioni, forse alla base di quello che rende questo Paese unico in una continua ricerca di perfezionamento della res pubblica. Quello che i ragazzi dei circoli sportivi di New York stanno dimostrando con la loro generosità è che anche in momenti di gravi crisi come l’attuale non hanno dimenticato che la loro passione verso uno sport può essere un collante di umanità e solidarietà per chi ha più bisogno”. Licastro poi ci elenca con orgoglio tutti i “club che hanno già aderito a oggi all’iniziativa, che sono: AC Milan Club New York City; American Outlaws NYC; Blackburn Rovers Supporters NYC/New York Rovers; Eintracht Frankfurt Fan Club New York; FC Bayern München Fanclub NYC; FC St. Pauli Fans NYC/East River Pirates; Genoa Club New York; Hellas Verona NYC; Inter Club “Massimo Moratti” USA; Juventus Official Fan Club Empire State & Westchester; Lazio Club NYC “Giorgio Chinaglia”; Les Gones NYC; LFCNY/Liverpool FC Supporter’s Club of NYC; Millonarios NY; Molamerica Soccer Club; MUFC New York Reds; Napoli Club NYC; New York Blues; New York Foxes; New York Owls; New York Spurs; New York Villans; NYC Hammers; NYC Swans; Peña Atleti New York; Peña Bética de NY; Penya FC Barcelona NYC; Penya VCF USA; PSG Club New York City; River Plate New York; Roma Club New York; Sampdoria Club New York; Stateside Seagulls; Viola Club New York”. (BIG ITALY / Ema)

Elezioni USA 2020: dove guardare

Amici da più parti mi richiamano l’attenzione su un candidato piuttosto che su un altro: ci sono davvero buoni motivi per sostenere ciascuno di questi. Non c’è proprio dubbio che qualsiasi di loro sia di gran lunga migliore del Presidente in carica.

Io sento però l’ansia per il fatto che ci si sta azzuffando l’un l’altro quando piuttosto si potrebbero concentrare energie e risorse per qualcosa di altrettanto e forse più importante: riprendere il controllo del Senato. E l’obiettivo non è lontano: bisogna vincere 4 seggi per avere la maggioranza (senza perderne). 

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Ci sono buone speranze in:

  • Maine con Sara Gideon;
  • South Carolina con Jaime Harrison;
  • Texas con Mj Hegar;
  • North Carolina con Cal Cunningham;
  • Iowa con Theresa Greenfield;
  • Mississippi con Mike Espy
  • Arizona con Mark Kelly

Per cortesia, non sottovalutiamo queste battaglie. E ognuno di noi guardi anche alle elezioni locali: Assemblee e Senato statali sono la base per poi guadagnare consenso sul territorio.

Lottiamo per vincere il Senato federale e le Assemblee statali! Nello Stato di New York va rieletto sia il Senato (63 seggi) che l’Assemblea (150 seggi).

Enrico Zanon – Segretario del Circolo PD di New York

Voto: ergo sum

di Mico Licastro

foto Mico

Non era scontato per l’Emilia Romagna, ma ci credevo. Come credevo che avremmo perso in Calabria. Ma, sorpresa, abbiamo vinto molto bene in Emilia Romagna, e molto male in Calabria.

Non credo che Salvini abbia imparato una lezione se non altro di civiltà. Credo non la smetterà con la sua retorica aggressiva e offensiva. Continuerà con qualche decibel in meno e non dobbiamo sottovalutarlo.

Ma andiamo per per ordine. La vittoria di Boccacini dà un sospiro di sollievo sopratutto al governo in carica, al PD e a Zingaretti. Ma quanto durerà? Dalla nostra parte si diceva che le regionali non hanno nulla a che vedere con le politiche. E si diceva questo perché i sondaggi davano una partita in Emilia Romagna al cardiopalma e in Calabria in perdita. E con questa canzone ci si voleva coprire il deredano per eventuali conferme di quei sondaggi nelle urne. Una cosa è sicura: il PD e Zingaretti dovranno tirare fuori dal cilindro formule e programmi politici reali e futuribili che riflettano l’orientamento dell’elettorato di oggi che, come insegnano le sardine, vuole uscire dal silenzio in cui si era rifugiato ma a condizione che chi gli parla lo faccia dopo aver ascoltato i loro desiderata. Zingaretti ha ringraziato le sardine (ci mancherebbe che non avesse fatto!) e asserito che il PD deve tornare nelle piazze da dove manchiamo da troppo tempo. OK, ma dobbiamo scendere anche nelle piazze virtuali, dei social media, come hanno fatto le sardine, come ha fatto la bestia di Salvini, come fa Trump e come ha fatto Obama.

Il futuro è arrivato, e si è fatto oggi. Non lasciamolo a chi lo vuole usare per ribaltare la nostra costituzione e libertà. Ci sono costate care, è il nostro capitale sociale e politico e ne siamo diventati investitori e stakeholders.

Per quanto riguarda la Calabria, il PD regionale (vedi Oliviero) non ha apprezzato l’imposizione di un candidato esterno alla “fabbrica”. E non si è mosso né fatto muovere. Credo avremmo perso comunque, anche con tutta la sua rete di sostenitori. Oliviero ha troppe persone accanto a lui oggetto di problemi giudiziari anche se potrebbero portare tanti voti. Credo tutti questi siano rimasti a casa ed era nell’aria da tempo.

Giornata della Memoria 2020

di Andrea Fiano

27 gennaio. 75 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. 20 anni dalla celebrazione della Giornata della Memoria, approvata dal parlamento italiano e poi via via da tutti i paesi europei e infine anche dall’Onu.

Auschwitz

Che senso e che valore ha oggi la Giornata della Memoria? Il valore e il senso di questa ricorrenza sono molteplici e non sono certo tutti rivolti al passato. Dobbiamo sicuramente ricordare che questo – ovvero lo sterminio sistematico di milioni di ebrei, la persecuzione di altre minoranze e opposizioni politiche – è stato, chiederci e studiare come sia potuto accadere, ma anche vigilare perché questo non accada più – anche in modi e forme diverse – in altre parti del mondo, e con altri popoli o gruppi. L’esercizio non è retorico, perché il germe dell’intolleranza e della xenofobia è ancora presente e anzi sembra in crescita in tanti paesi, Italia e Usa compresi. La cronache di tutti i giorni mostrano un pericoloso ritorno degli episodi di razzismo e di antisemitismo, anche violenti. E soprattutto perché la tolleranza, il ricordo e la memoria non sono solo delle e per le vittime e le loro famiglie. Sono per tutti perché ricordare anche significa vigilare per questo non si ripeta più, e tenere d’occhio la nostra società. Ma anche, e forse soprattutto, perché non si ricordano solo le vittime e i sopravvissuti, ma si pensa al presente, alla nostra società. La libertà e la democrazia non sono beni che dobbiamo dare necessariamente per scontati.

 

Da figlio di un sopravvissuto allo stesso campo di Auschwitz non ho “bisogno” di una data specifica per ricordare, o per chiedermi come questo sia potuto accadere. È uno dei temi centrali della mia vita. Il fatto è che ricordare, anche nei dettagli, attraverso le testimonianze e le analisi spinge a riflettere sulle società e i paesi che dalla democrazia sono passate alla dittatura, dalla xenofobia diventata discriminazione razziale e poi anticamera della persecuzione. Degli ebrei in quanto tali, per i quali il progetto nazista era quello dello sterminio, ma anche di altri. Perseguitati, e deportati, furono anche gli zingari, i testimoni di Geova, gli omosessuali e tanti oppositori politici. E anche in Italia, dove le deportazioni degli ebrei partirono da Roma nell’ottobre del ’43, le leggi razziali erano del ’38. E la macchina della deportazione si nutrì anche di collaboratori, di spie, di delatori, di chi consegnò i vicini di casa ai tedeschi per incassare una taglia. E di chi, sul versante opposto, aiutò gli amici e i vicini rischiando la vita. Dei “giusti”.

In Italia i sopravvissuti ebrei ai campi di sterminio ancora in vita sono meno di 15 su oltre 8.000 deportati, e altrettanti i deportati politici ancora fra noi che sono passati per i campi di concentramento. Il mese scorso è mancato a Roma Piero Terracina, compagno di prigionia di mio padre, progressista e uomo mito. Mio padre, che ha quasi 95 anni, ha perso la memoria.Tocca alle generazioni successive prendere il testimone della Memoria, ricordare e vigilare. Non è un compito facile. Ma, a giudicare dai tempi, un obbligo morale. Per la nostra società e per noi stessi.

PSE: Festa di inizio anno

88323AED-3699-4BD7-806C-1F68C2BAF6F4Giovedì 16 il Circolo del PD di New York ha festeggiato l’inizio del 2020 con gli amici del Partito Socialista Francese, di quello austriaco e dei Laburisti britannici.

Il momento conviviale e’ stato pero’ anche sfruttato per un argomento serio e che rappresenta la sfida più importante per questo decennio: il cambiamento climatico.

Gaya, la coordinatrice dei laburisti ed esperta di questioni ambientali ci ha guidato attraverso i sommi capi del cosiddetto European Green Deal, di recente approvato dal Parlamento Europeo.

Anche se a giorni il Regno Unito uscirà dall’Unione Europea, gli amici laburisti saranno sempre benvenuti ai nostri incontri che si spera saranno più frequenti.

Enrico Zanon – Segretario Circolo PD New York

Dimissioni di Fioramonti e finanziamento dell’istruzione

francescorandi-round-bw-128di Francesco Randi

Le dimissioni del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca hanno suscitato svariate reazioni, di cui la maggior parte non sono state pertinenti al problema che il ministro Fioramonti ha addotto come motivo delle sue dimissioni, ovvero gli scarsi finanziamenti dedicati all’istruzione nella legge di bilancio. In questo post voglio invece cogliere l’occasione riportare alcuni dati dall’ultimo rapporto dell’OCSE sull’educazione, “Education at a Glance 2019” [1]. Il rapporto descrive lo stato dell’istruzione nei paesi membri dell’OECD/OCSE utilizzando alcuni indicatori che coprono vari aspetti. Tra questi, gli indicatori C1-C7 riguardano le risorse finanziarie investite nell’educazione.

L’indicatore C2 è la spesa per le istituzioni educative in rapporto al PIL (“What proportion of national wealth is spent on educational institutions?”, pag. 278). [Questo indicatore include solo i finanziamenti pubblici e privati che vanno direttamente alle istituzioni educative, e non altre spese che avvengono al di fuori di esse, come libri di testo, tutoring privato, anche se pagate con sussidi pubblici]. In media, nei paesi OCSE viene dedicato all’istruzione il 5% del prodotto interno lordo (PIL): come si vede nei grafici nella figura C2.2 del rapporto, di questo 5% di PIL il 3.5% va all’educazione “non-terziaria” (primaria, secondaria e post-secondaria non universitaria), mentre il restante 1.5% del PIL all’educazione terziaria. Se per l’istruzione primaria e secondaria l’Italia spende il 2.7% del PIL (quindi tre quarti della media OCSE del 3.5%), per l’istruzione terziaria spende solo lo 0.9%, ovvero il 60% della media, per un totale del 3.6% del PIL dedicato all’istruzione. Inoltre, l’andamento è negativo: tra il 2010 e il 2016 il finanziamento dell’istruzione rispetto al PIL si è contratto del 7% (figura C2.3 del rapporto), quando invece l’istruzione, e soprattutto quella terziaria/universitaria, è l’unica cosa che può portare un paese fuori dal pantano sul lungo termine.
Fig. C2.2: Spesa per l’istruzione in rapporto al PIL per l’istruzione primaria e secondaria (pannello in alto), e terziaria (pannello in basso), suddivisa in componente pubblica (verde) e privata (blu). Evidenziata in grigio la media dei paesi OCSE.  Dal rapporto “Education at a glance 2019” [1].
C2.2
Fig. C2.3: Percentuale della spesa rapportata al PIL nel 2016 rispetto al 2010, per la scuola non-terziaria (azzurro), terziaria (verde) e totale (arancione). Evidenziata in grigio la media dei paesi OCSE. Dal rapporto “Education at a glance 2019” [1].
C2.3
La spesa per l’istruzione rispetto al PIL dipende non solo da quanti soldi vengono investiti nella scuola e l’università, ma anche dal PIL del Paese. A cavallo di una crisi economica, il suo andamento nel tempo è perciò determinato anche dalle diverse velocità a cui il PIL cambia e a cui le politiche si adattano. Un altro indicatore utile da considerare è quindi la percentuale della spesa pubblica totale che va a finanziare l’istruzione (indicatore C4): questo mette in luce quale sia l’importanza data all’istruzione rispetto alle altre politiche attuate. Come si vede nella figura C4.2, mentre in media nei paesi OCSE la frazione di spesa dedicata all’istruzione è rimasta pressoché invariata tra il 2010 e il 2016 (-0.8%), in Italia è calata del 12.1%, segno che le priorità del paese sembrano essere altre.
Fig. C4.2: Variazione, dal 2010 al 2016, della spesa pubblica per l’istruzione (verde), della spesa pubblica totale (azzurro) e della spesa per l’istruzione rapportata alla spesa pubblica totale (grigio). Dal rapporto “Education at a glance 2019” [1].
C4.2
In questo scenario, una conseguenza delle dimissioni di Fioramonti è la separazione del Ministero della Pubblica Istruzione da quello dell’Università e della Ricerca. In passato di spacchettamenti e reimpacchettamenti ce ne sono già stati [2,3] ed è chiaro che questa scelta è determinata anche dalla necessità di equilibri tra i partiti di governo. Ma c’è da augurarsi che come effetto collaterale scuola e università non perdano peso all’interno del governo.

Francesco Randi è un Postdoctoral Research Associate presso la Princeton University, co-fondatore dell’Associazione Science Industries e Presidente della sezione di Trieste della Young Minds Section

Riferimenti:
[1] OECD (2019), Education at a Glance 2019: OECD Indicators, OECD Publishing, Paris, https://doi.org/10.1787/f8d7880d-en.
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Ministero_dell%27istruzione,_dell%27universit%C3%A0_e_della_ricerca
[3] https://www.tecnicadellascuola.it/due-ministri-per-il-dopo-fioramonti-azzolina-istruzione-manfredi-universita

IL 2020, UN ANNO DI SEMINA

Care amiche e cari amici,

spero che il vostro 2019 sia stato un buon anno, nonostante le difficoltà che sicuramente avrete incontrato. Questo è il momento per augurarci un anno nuovo di buona salute, di felici relazioni in famiglia e con gli amici e soddisfacente nelle attività quotidiane.

Questo 2020 segnerà inevitabilmente l’indirizzo di questa nuova decade. Le priorità avrebbero potuto essere l’istruzione e la ricerca pubblica, il rafforzamento della sanità pubblica e uno sviluppo economico che riduca il tasso di disoccupazione; se non fosse che ci troviamo di fronte a un’emergenza globale che surclassa ogni altra: il cambiamento climatico.

img_6386Tornando in Veneto saltuariamente e non vivendoci tutti i giorni mi accorgo con stupore di come cambia il territorio, come uno zio che vede un nipote solo ogni tanto. Non mi sono mai serviti sciarpa e berretto, sulle Alpi la neve è abbondante solo a più alte quote, il cuneo salino nel Po, nel Brenta e nel Piave si fa sempre più profondo, insetti che in questa stagione dovrebbero essere morti o ben nascosti si fanno ben vedere al sole.

Dovremo quindi costantemente chiedere conto ai nostri rappresentanti, al Parlamento a Roma ma anche nelle varie istituzioni newyorkesi e americane, cosa si sta facendo per renderci resilienti al cambiamento e per rallentarlo.

Come Circolo del PD ci confronteremo con le varie realtà italiane sparse nel nostro distretto consolare cercando di identificare i bisogni più sentiti, offrire delle soluzioni e delle opportunità attraverso il nostro fare rete. L’aiuto da parte di ciascuno sarà ben gradito.

Quindi, auguri a tutti e a presto!

Enrico Zanon – Segretario di Circolo