Primarie PD 30 Aprile 2017

Cari amici democratici,

Vi ricordiamo che questa domenica 30 Aprile ci saranno le primarie del Partito Democratico.

Questa e’ una occasione di grandissima partecipazione di tutta la nostra comunità al processo democratico. Siamo l’unico partito ad esercitare questo bellissimo momento di democrazia e come sempre anche gli italiani all’estero potranno dare il loro contributo!

Per permettervi di votare, abbiamo aperto seggi in tutte le più grandi città di immigrazione italiana negli USA. Qui potrete trovare luoghi e orari dei seggi: http://partitodemocraticousa.it/primarie2017/

Vi ricordiamo che possono votare tutti i cittadini italiani, presentando un documento di identificazione. Non c’e’ bisogno di nessuna pre-registrazione online per votare all’estero.

Agli iscritti al PD non e’ richiesto alcun contributo per votare, mentre i non iscritti dovranno versare un contributo pari a $2 direttamente al seggio.

Ci auguriamo di vedervi tutti ai nostri seggi!

Buone primarie a tutti!

 

Sergio Gaudio

Segretario Partito Democratico USA

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Primarie a NY – domenica, 30 aprile 2017

Cari iscritti e simpatizzanti,

Come molti di voi sapranno, domenica 30 aprile si vota sia in Italia che all’estero per eleggere il nuovo Segretario del Partito Democratico.

Il Circolo PD NY vi invita a partecipare numerosi a questo importante appuntamento, dalle ore 10:00 alle ore 20:00, presso i seguenti seggi:

Acli25 Carmine St, New York, NY 10014

Auburndale Soccer Club19-05 Francis Lewis Blvd, Whitestone, NY 11357

Come da delibera n. 67 della Commissione Nazionale per il Congresso, avranno diritto di voto presso il seggio le persone, a partire dai 16 anni compiuti, con le seguenti caratteristiche:

·         cittadini italiani residenti all’estero in maniera permanente o temporaneaiscritti o non iscritti all’AIRE, muniti di documento di identità italiano valido;

 

·         cittadini italiani residenti in Italia occasionalmente all’estero (per vacanza, lavoro, etc), muniti didocumento di identità italiano valido;

 

·         cittadine e cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia, cittadine e cittadini di altri Paesi residenti in Italia e in possesso di permesso di soggiorno.

 

Non sono quindi ammessi al voto cittadini stranieri (non italiani) non residenti in Italia.

Non è necessaria alcuna pre-registrazione per poter votare presso il seggio.


Ogni elettrice ed elettore è tenuto a esibire il proprio documento di riconoscimento italiano. Ogni elettrice ed elettore non iscritto al PD dovrà, inoltre, devolvere un contributo di due dollari ($2) destinato direttamente al circolo territoriale competente.

Attenzione: i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti o non iscritti all’AIRE, che si trovano in Italia domenica 30 aprile, possono votare presso il loro seggio di appartenenza (nel comune di iscrizione AIRE) purché muniti di tessera elettorale e di documento di identità.

Nel caso gli stessi si trovassero in un comune diverso da quello di iscrizione AIRE, dovranno obbligatoriamente preregistrarsi al link: primariepd2017.it

Purtroppo, per le primarie del 30 aprile prossimo non è prevista la possibilità di votare online.

Per qualsiasi altra necessità di chiarimento, sieti pregati di contattarci al circolopdnewyork@gmail.com.

Sperando di vedervi numerosi il prossimo 30 aprile, vi salutiamo cordialmente.

Elena Luongo

Segretaria Circolo PD NY

Comunicazione dal Comitato Orlando – Lista delegati Assemblea Nazionale

1.Eugenio MARINO (responsabile estero Mozione Orlando)

2.Elena LUONGO (Segretaria Circolo PD NY)

3.Mico DELIANOVA LICASTRO (Circolo PD NY- Responsabile Organizzazione Segreteria PDUSA

4.Michela DI MARCO (Circolo PD Toronto)

Ecco i nomi degli amici e dei compagni che compongono, per l’America settentrionale e centrale, la lista a sostegno della mozione di Andrea ORLANDO.

Noi della mozione di Andrea ORLANDO ci siamo rispettivamente e liberamente scelti, lontanissimi dai personalismi e dalle prove di muscolarità, mossi dal solo spirito di servizio a favore della bella comunità alla quale sentiamo di appartenere.

Il confronto costruttivo, l’accordo perfetto e il dono di sé segnano le tappe di questo bellissimo percorso che, assieme, abbiamo deciso di intraprendere, alla sola luce del valore della democrazia; attestata, vissuta e compiuta.

Il Comitato Andrea Orlando

 

Walking- Coast to Coast per Matteo Renzi

Abbiamo cambiato nome, ci siamo rimessi in cammino.
Con fatica, abbiamo deciso di rimetterci in cammino, anche noi, qui, da questa parte del mare.

Non ne avevamo tanta voglia, le ultime energie le abbiamo spese per due campagne elettorali che hanno visto vincere il peggio del peggio: i No in Italia, Trump qui da noi.
Alla fine abbiamo pensato che forse era più faticoso restare fermi che ripartire, sicuri di trovare nuovi amici e nuove sfide in questo cammino.
Pensiamo che i trattati di libero scambio, la cooperazione internazionale, l’Europa e le sue regole, i diritti civili di uomini e donne, l’apertura a chi scappa da posti dove sopravvivere è difficile e aspirare al nostro benessere impossibile, siano valori in sé e che siano la discriminante per chi vuole camminare con noi.

Siamo quelli che pensano che il valore della politica sia più alto di qualche birra bevuta insieme alla fine di una manifestazione del primo maggio. Abbiamo quindi vissuto questi ultimi eventi come un momento di chiarezza e non come una lacerante separazione. E non abbiamo paura di dire che forse è un bene per il PD se qualcuno che per anni è sempre stato da una parte diversa rispetto a tutto quello in cui crediamo, alla fine abbia deciso di darsi un altro nome.

Siamo quelli che ancora pensano che uno dei problemi dell’Italia siano le vecchie rendite di posizione e i privilegi, che hanno non solo quelli dell’1%, ma anche chi nelle Università, nel Servizio Pubblico e nelle piccole lobby professionali impedisce a nuove energie di entrare, nuove idee di fiorire e fa sprofondare il Paese nel suo immobilismo.

Siamo quelli a cui piacciono quelli che difendono i posti di lavoro e tutelano chi lavora, cosi come ci piacciono quelli che i posti di lavoro li creano.

Siamo quelli che ci siamo innamorati del camper in giro per l’Italia e dei valori di apertura, trasparenza, rinnovamento e meritocrazia che portava.

Per questo ci rimettiamo in cammino, con qualche anno in più, varie battaglie alle spalle (alcune perse, tante vinte) e lo stesso spirito entusiasta e determinato di chi sa che non c’è vita possibile se non in movimento, che futuro e progresso devono essere l’orizzonte di chi ha l’ambizione di essere forza di governo.
Speriamo di trovare con noi tanti vecchi e nuovi amici.

Facciamo questo perché la politica ci piace, facciamo questo perché pensiamo che Matteo Renzi sia ancora la risorsa più importante che il Partito Democratico ha a disposizione per proporre una guida credibile e un programma di progresso al Paese.

Francesco, Isabella, Vincenzo

Voci, insieme ad altre, per sostenere le idee e la battaglia di Matteo Renzi.

Congresso PD – New York – Save the date!

Cari iscritti e simpatizzanti,

A seguito della delibera da parte della Commissione per il Congresso all’estero, vi scrivo per informarvi che lariunione/Congresso di Circolo si terra’ venerdi’, 31 marzo alle ore 18:30, presso la sala della Chiesa Our Lady of Pompeii (25 Carmine St, New York, NY 10014).

Al termine della presentazione delle tre mozioni, potranno votare solo gli iscritti. I non iscritti sono benvenuti per discutere con noi ma senza diritto di voto. I risultati saranno verbalizzati e inviati alla Commissione di Ripartizione Centro e Nord America.

I referenti delle mozioni (i cui link sono di seguito riportati), sono:

·         Orlando (https://goo.gl/xOKTkc) — Elena Luongo ed Elia Schneider

·         Renzi: (https://goo.gl/6b3Bqy) — Francesco Nigris

·         Emiliano: (https://goo.gl/qOJbW2)Giancarlo Chesi

A conclusione del Congresso di Circolo, le tappe successive sono le seguenti:

1.       Convenzione Nazionale (Roma – Domenica, 9 aprile): in proporzione ai voti ricevuti dalle mozioni votate dagli iscritti dei circoli  verranno nominati due delegati che rappresenteranno la Ripartizione Nord e Centro America (Stati Uniti e Canada). Lo scopo della Convenzione Nazionale e’ di decretare i primi tre candidati a segretario nazionale che avranno accesso alle primarie. Essendoci solo tre candidati, questa prima fase congressuale e’ pressoche’ superflua ma comunque necessaria.

2.       Primarie (domenica, 30 aprile): sono aperte a tutti. I seggi saranno due: uno a Manhattan (presso la sede Acli – 25 Carmine St, New York, NY 10014) e uno in Queens (presso la sede dell’Auburndale Soccer Club – 19-05 Francis Lewis Blvd, Flushing, NY 11357).

             Solo i non iscritti pagheranno $2.00. 

 3.       Assemblea Nazionale (Roma – martedi’, 9 maggio): I risultati delle primarie non eleggono direttamente il segretario nazionale ma eleggono i delegati dell’Assemblea Nazionale attraverso liste bloccate collegate al segretario. Saranno, dunque, i delegati all’Assemblea che dovranno ufficialmente votare il segretario. L’Assemblea Nazionale si compone di 1000 membri ma solo quattro di essi saranno eletti in modo proporzionale, a seconda dei risultati di ogni candidato, per la Ripartizione Nord e Centro America.

Vi ricordo, inoltre che, per sostenere le diverse candidature, potete contattare:

·         Elena Luongo (elenalagrotta@gmail.com) per la mozione Orlando;

·         “In Cammino Nord America” (mozionerenzinordamerica@gmail.com) per la mozione Renzi;

·         Non essendo a conoscenza di alcun gruppo a sostegno di Emiliano, vi prego di scrivere al circolopdnewyork@gmail.com per comunicare un’eventuale iniziativa.

 Cari saluti,
 Elena Luongo
Segretaria PD NY

Circolo PD New York

Appello a sostegno della candidatura di Andrea Orlando

Cari amici e care amiche del Partito Democratico,

crediamo che Andrea Orlando sia una scelta strategica per riunire il PD  in quanto  figura armonizzante, opportunità per ridare credibilità al Partito Democratico ed operare un cambio di rotta. C’è stato un cortocircuito con il nostro elettorato specialmente con gli under 35, i disoccupati, le donne e gli Italiani del Sud Italia. E per quanto ognuno di noi possa non concordare sulle motivazioni di tale cortocircuito, il dato di fatto è che siamo un partito in caduta libera.

Orlando, per storia personale ed impegno politico precedente al suo ruolo nel governo Renzi, si colloca in un’area progressista che può aiutare a tenere insieme il Partito e aspirare a recuperare gli elettori  disillusi dal governo Renzi. Orlando si propone come sintesi di un’ala pragmatica e riformista del nostro partito, e di un’altra ala più ideologica radicata nella sinistra tradizionale che vuole rimettere al centro del discorso le politiche sociali e la partecipazione civica. Il suo programma vuole sconfiggere il populismo dando una risposta ai fattori che lo animano.

Troviamo specialmente positiva la proposta di Orlando di separare i ruoli di Primo Ministro e di Segretario del partito. Il ruolo di Primo Ministro di una repubblica parlamentare e’ di cercare denominatori comuni tra i vari partiti che hanno  un peso  sulla stabilità della legislazione, nell’interesse generale del Paese. D’altra parte, il ruolo di Segretario di un Partito pluralista come il nostro e’ di farsi  sintesi dei vari input all’interno del Partito e di convogliarli verso il Primo Ministro. Non crediamo che  una singola persona possa ricoprire entrambe le funzioni senza compromettere uno dei due ruoli. L’esperimento dei 3 anni scorsi lo ha dimostrato, non essendoci stato di fatto un dialogo con ed all’interno del Partito.  L’affermazione di Renzi secondo cui facendo coincidere i due ruoli sia necessario per un sistema efficace è contraddetta dalle esperienze di altre democrazie occidentali come la Francia, la Spagna e gli USA.

LE PRINCIPALI PROPOSTE POLITICHE DELLA MOZIONE DI ANDREA ORLANDO

1. EUROPA – Revisione Fiscal Compact per un svolta economica espansiva; fisco europeo, contro concorrenza fiscale ed evasione dei colossi aziendali; 2. RIPRESA ECONOMICA – Investimenti strategici al Sud; promuovere il modello culturale italiano: moda, arte, agroalimentare, artigianato, turismo; sostenere l’industria favorendo lo sviluppo di nuove tecnologie; 3. LAVORO – Correggere il Jobs Act: rivedere le regole di  licenziamenti collettivi e disciplinari, voucher e appalti; approvare lo Statuto del lavoro autonomo; 4. DISUGUAGLIANZE – Sradicare la povertà assoluta con integrazione dei redditi, riqualificazione e reinserimento lavorativo; 5. FISCO – Spingere su progressività fiscale no la Flat Tax; spostare carico fiscale da lavoro e produzione verso la rendita; lotta all’evasione fiscale mediante  tracciabilità; 6. SCUOLA e UNIVERSITÀ – Costruire un patto educativo condiviso; investire di piu’ su università e ricerca; agenzia nazionale della ricerca e sviluppo; 7. AMBIENTE – Sostenibilita’ ambientale come sfida per rilanciare edilizia e manifatturiero; 8. FORMA PARTITO – Segretario a tempo pieno per un partito collegiale e legato ai Circoli.

Per saperne di piu’ sul programma di A. Orlando, leggi qui la sintesi o leggi la mozione intera.

Per queste ragioni sosteniamo convintamente la candidatura alternativa di Andrea Orlando a segretario del Partito Democratico. Seguiteci sulla nostra pagina Facebook clicclando qui. E contattateci ai seguenti indirizzi:

Elena Luongo – elenalagrotta@gmail.com

Mico Licastro – mico.delianova.licastro@gmail.com

Giuseppe Cafiso – josephcafiso@gmail.com

 

COMITATO AMERICA SETTENTRIONALE E CENTRALE PER ORLANDO (in ordine alfabetico)

Ambra Avenia, Domenico Bruzzese, Giuseppe Cafiso, Giuseppe Continiello, Mico Delianova Licastro, Olga Epifano, Miguel Greco, Elena Luongo, Gina Ricciardelli, Elia Schneider.

RESOCONTO RIUNIONE CIRCOLO PD NY 22/06/2016

Chi non fosse riuscito a partecipare all’ultimo incontro del Circolo del PD di New York deve sapere che si è perso un dibattito acceso e che il livello del confronto era elevato. Sicuramente i temi affrontati (risultati delle elezioni amminisrative e referendum sulla riforma costituzionale) richiederanno ancora tempo e direi ce li porteremo fino al Congresso del 2017.

Intanto ho notato con piacere che al Circolo del PD si avvicinano sempre persone nuove, occasione per nuove amicizie.

L’o.d.g. era di tre punti:

  • Elezione del nuovo tesoriere
  • Commento sulle elezioni amministrative
  • Referendum sulla Riforma Costituzionale

Elezione nuovo Tesoriere

Federico Giorgi, dopo aver resocontato sulla situazione della cassa, ha rassegnato le dimissioni: per motivi di lavoro trasloca al Circolo del PD di Londra (sic…). Non sapevamo ancora cosa sarebbe successo il giorno dopo. Ne saranno lieti i nostri vecchi iscritti, oggi a Londra: Massimo Ungaro, Andrea Mattiello e Giulio Boccaletti.

All’unanimità è stato eletto Alessandro Mordini (per sapere chi è si veda sotto), ragazzo dall’accento toscano e con molta voglia di fare.

Risultati delle elezioni amministrative

Non posso riportare i commenti di ciascuno, ma dai toni era chiaro il disappunto e quanto teniamo al nostro Partito e quanto vorremmo che molti dei nostri problemi si risolvano al più presto.

I risultati delle amministrative, come si è riconosciuto, sono stati deludenti sia per gravi situazioni locali ed è dove la sconfitta è stata più larga (Roma, Napoli, ad esempio) sia (ed è quello che più preoccupa) per via di un diffuso malcontento nei confronti del Governo e di Matteo Renzi. Anche se non siamo in grado di riconoscere chiaramenti le ragioni di questo sentimento, queste possono essere: riforme (scuola o job act) non condivise con la base sociale, atteggiamento magari banalizzante di Renzi nei confronti delle istanze delle minoranze, organizzazione sul territorio che si va sfaldando, crisi identitaria, …

Referendum Costituzionale

Con questo clima non è facile entrare in una campagna referendaria per la riforma della Costituzione: anche tra di noi c’è chi voterà NO. E il dibattito su alcuni punti della riforma e sulla legge elettorale si è fatto intneso. Alcuni procedono alla formazione di un Comitato per il SI. Chi fosse interessato, scriva all’indirizzo bastaunsi.nyc@gmail.com.

Come sempre, il confronto si sposta dalla sala al marciapiede fino a tardi.

Enrico Zanon

 

Alessandro è entrato a far parte del nostro Circolo lo scorso dicembre. È nato a Firenze il 17 luglio del 1987. Dopo la maturità classica, ha conseguito una Laurea triennale in “Relazioni Internazionali” all’Università degli Studi di Firenze, e una Laurea magistrale in “Economia Internazionale” presso l’Università di Bologna in collaborazione con l’Università del Minnesota. Attualmente è un Associate con Cushman & Wakefield, azienda che opera nel settore immobiliare. Il suo team fornisce consulenza strategica alle aziende italiane che operano in Nord America.  Fa parte della “Young Executives Committee” della Italy-America Chamber of Commerce e del REBNY (Real Estate Board of New York). Tra le sue grandi passioni: il cinema, i viaggi, la politica, la cucina italiana, la Fiorentina e le corse lungo la West End Highway.

Si contro No: punti a confronto per il Referendum Costituzionale di ottobre

NO
1 Fine Bicameralismo e tempi certi per l’approvazione delle leggi Su molti temi il Bicameralismo rimane
2 Solo la Camera vota la fiducia al Governo Il Senato comunque deve intervenire su molti temi di importanza vitale per il Governo
3 Diminuzione dei costi delle politica (solo 100 senatori senza indennità ed eliminazione del CNEL e delle province) Si può risparmiare la stessa somma riducendo gli investimenti per la Difesa
4 Viene introdotto il referendum propositivo e il quorum diventa il 50% degli elettori abitudinari Viene aumentato il numero delle firme per l’indizione di un referendum, ma forse così passano solo quelli veramente importanti
5 La legge elettorale garantirà governabilità. Non è nella Costituzione, ma vi è in qualche modo legata Con il premio di maggioranza governa una minoranza, anche se la più grande
6 Basta con l’abuso dei decreti I disegni di legge governativi devono essere esaminati in tempi certi
7 Dopo i fallimenti dei governi regionali, si torna ad una forma più centralista Si torna indietro sulla strada del decentramento e sulla maggiore responsabilizzazione delle amministrazioni regionali
8 Minore contenzioso Stato-Regioni C’è il rischio di un contenzioso tra Camera e Senato
9 Non c’è il rischio di una deriva autoritaria, come esisteva nel 1948 Il processo che ha portato questa Riforma non è stato di larga condivisione ma ha esasperato lo scontro
10 Vota SÌ affinché il processo decisionale sia più chiaro, trasparente, veloce e deciso Il voto contrario non deve avere ricadute sul Governo

Incontro con il ministro Orlando

Carissimi, qui di seguito potrete leggere il resoconto di Jacopo Coletto sull’incontro del Circolo con il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando.


Il 20 aprile scorso, il Circolo PD di New York ha avuto l’occasione di incontrarsi con Andrea Orlando, ministro della Giustizia del governo Renzi. A NY per partecipare a un incontro dell’ONU sul problema della droga, il ministro ha avuto la cortesia di dedicarci poco più di un’ora del suo tempo per rispondere alle nostre domande ed esprimerci il proprio pensiero.
Il ministro si presenta affabile e aperto alla discussione. Si inizia parlando del suo lavoro alla Giustizia: Orlando sottolinea come la troppa aggressività, che porta a un eccessivo numero di cause, sia uno dei problemi principali sui quali sta lavorando. A detta del ministro, si è riusciti a scendere dai 6 milioni di cause nel 2010, ai quattro milioni e mezzo attuali. È un passo importante, anche se non sufficiente, perché un numero ottimale sarebbe intorno ai 3 milioni e 800mila. Tra gli strumenti utilizzati per raggiungere questo risultato, il nostro ospite elenca alcuni disincentivi alle liti temerarie, per esempio una più marcata penalizzazione del soccombente, ma anche l’incentivo a scegliere metodi alternativi. L’avvocatura, inoltre, agisce ora anche come un elemento di prevenzione dei conflitti, e non solo più come tutore di una delle parti. Inoltre, il ministro ci tiene a sottolineare come i tempi medi del processo siano leggermente diminuiti, essendo scesi di 6 mesi dagli 8 anni del 2014 (la fonte dei suoi dati, ci assicura, è un rapporto della UE).
Pur confortato da questi numeri, Orlando non si nasconde dietro un dito e ammette che c’è ancora del lavoro da fare. La riforma del processo civile, a suo dire, sarà un’occasione di migliorare ulteriormente la situazione: verrà creato il tribunale della famiglia, e verrà potenziato il tribunale delle imprese. Su quest’ultimo, il ministro ricorda che, per molte cause che vedevano coinvolti investimenti esteri, il tribunale delle imprese riesce ad arrivare a sentenza abbastanza in fretta (meno di un anno per il primo grado), e questo è un dato che dovrebbe incoraggiare l’arrivo di capitali stranieri verso il nostro Paese.
Rispondendo a una domanda sullo stato attuale della prescrizione, Orlando sottolinea come i reati contro la Pubblica Amministrazione si prescrivano ora in 12 anni, e non più 6, grazie all’inasprimento delle pene ottenuto con la legge Severino. Più che sulla riforma della prescrizione, che comunque, secondo il ministro, va fatta (anche se certi alleati non sembrano pensarla così [ http://www.ilfattoquotidiano.it/…/prescrizione-orl…/2532242/ ] ) , ci si focalizza sulla disomogeneità con la quale la prescrizione incide nei processi a seconda delle procure: in certe realtà, il tasso di prescrizione arriva al 20%, mentre in altre si attesta su un ben più modesto 1%. Queste discrepanze sono dovute al diverso numero dei giudici in ciascuna procura, alla consistenza del personale, e ad altri fattori simili: bisognerà quindi intervenire sull’organizzazione, oltre che portare a termine la riforma. Un altro punto sul quale si potrebbe intervenire potrebbe essere l’introduzione di un termine entro il quale un giudice debba decidere cosa fare in un procedimento; se, cioè, archiviare o procedere.
Si parla successivamente dello stato delle carceri, anche in connessione con l’immigrazione. Orlando nota come il rapporto fra numero di detenuti e capacità delle nostre carceri sia migliorato negli ultimi anni. Due cose sulle quali si sta lavorando sono l’affidamento dei tossicodipendenti a comunità, e i rimpatri per i detenuti stranieri. Su quest’ultimo punto, è opportuno citare che il rimpatrio non è previsto per quei Paesi che non riconoscono la Carta dei diritti dell’uomo. Per quel che riguarda gli altri Paesi, il rimpatrio potrebbe a volte rivelarsi problematico, perché è necessaria l’approvazione del giudice, e inoltre può accadere che i Paesi riceventi (soprattutto Romania e Albania) ostacolino il processo di rimpatrio, che per loro costituirebbe un costo.
Orlando si sofferma sulle pene alternative, la cui percentuale è in costante aumento: a oggi, cita 40,000 casi di detenuti che stanno scontando pene di questo tipo, per esempio gli arresti domiciliari, o l’affidamento ai servizi sociali o in comunità. Oltre a sgravare il nostro sistema carcerario, le pene alternative hanno un altro vantaggio: il tasso di recidiva è in media più basso, attestandosi intorno al 25%, contro il 55% del carcere.
Rispondendo a una domanda precisa, vertente sulla possibile soppressione della Corte d’Appello nella città di Reggio Calabria, il ministro parla della distribuzione delle varie corti sul territorio nazionale: queste, soprattutto le Corti d’Appello, sono distribuite in modo disomogeneo, a volte addirittura seguendo i confini degli stati preunitari, e ciò genera inefficienza. Si vuole porre rimedio a ciò, cercando di mantenere una singola Corte d’Appello in un bacino di popolazione di 2 milioni di abitanti: questo genererebbe la chiusura di alcune di esse. Un’idea del ministro è quella di mantenere le procure antimafia anche nelle città dove una Corte d’Appello non esiste: in questo modo si potrebbero combattere l’inefficienza, senza togliere risorse a un’attività importante come la lotta alla mafia.
Un altro tema toccato è quello delle frodi, e delle normative che le puniscono. Il nostro ospite nota come, spesso, manchi addirittura la denuncia. È la tutela delle vittime che, a suo parere, va potenziata, sia durante che dopo il processo. Alcuni modi per tutelare le vittime potrebbero essere un serio risarcimento del danno, l’aiuto nel pagamento delle spese giudiziali e, non ultimo, la creazione di occasioni di contatto fra il reo e la vittima. Quest’ultima soluzione, in particolare, potrebbe avere il beneficio di mettere il reo davanti all’entità concreta del danno arrecato: ciò genererebbe consapevolezza, e potrebbe diminuire i casi di recidiva. Inoltre, il fatto che la vittima sappia della condanna del colpevole aumenterebbe la fiducia nel nostro sistema della giustizia.
A questo punto, ad alcuni di noi sorge spontaneo un dubbio: come invitare un esponente di questo governo, e non parlare di un tema così di attualità come le riforme costituzionali? Orlando non si tira certo indietro: a detta sua, l’Italia è finalmente un Paese che si muove dopo tanto immobilismo. A suo parere, le riforme oggetto del referendum che si terrà in autunno andrebbero spiegate nel merito, in modo che gli elettori le abbiano chiare in mente e votino con cognizione di causa. Il rischio che si potrebbe correre se queste riforme non dovessero essere approvate sarebbe una caduta verticale nella fiducia verso le istituzioni, che genererebbe scenari problematici. Orlando insiste sul fatto che il referendum non debba essere pro o contro il capo del Governo, ma debba incentrarsi sul merito delle riforme. Una replica sorge spontanea: non è stato forse Renzi stesso a dichiarare, più volte e con toni molti chiari, di lasciare il suo incarico in caso di esito negativo? L’auspicio del ministro, se letto alla luce di questa dichiarazione, risulta quantomeno singolare. Il nostro ospite tenta una giustificazione: il “se perdo me ne vado” renziano è solo dettato dalla consapevolezza di chi ha preso un impegno e lo vive con realismo. Convincente? Ai lettori l’ardua sentenza…
E siccome lo abbiamo toccato, restiamo sul tema del nostro scalpitante Presidente del Consiglio. Che cosa manca a Renzi per essere un grande? A questa domanda il ministro, pur ricordando di non aver votato per Renzi (una dimostrazione di coerenza non scontata che apprezziamo, in questi tempi di conformismo!), pone l’accento sulle azioni di Renzi, e rifiuta l’accusa che seguano un’agenda di destra: se confrontati con le misure prese da altri leader europei, le decisioni di Renzi in termini di immigrazione, politica estera, flessibilità del lavoro, non possono essere definite di destra. Può darsi che sia stato il panorama europeo a cambiare, ma in ogni caso, secondo Orlando, siamo sulla strada giusta.
Ciò detto, forse non sono tutte rose e fiori: il nostro ospite riconosce come il linguaggio del partito sia cambiato, e questa novità sembra disorientare molte persone. Il partito pare disorganizzato, soprattutto data la mancanza di posti per condurre dibattiti interni. Ci si affida forse troppo ai social media, e il risultato è un’atomizzazione della politica che rende più difficile la costruzione di un comune sentire. A volte, le campagne elettorali sono effettuate dai singoli, con lo scopo di garantirsi le preferenze, e la visione di partito passa troppo spesso in secondo piano.
Orlando auspica un’evoluzione della forma-partito, soprattutto ora che la Rete ha cambiato le carte in tavola. Si parla dell’esempio di Napoli: il ministro non invoca un commissariamento del partito, ma auspica la partecipazione dei cittadini, non solamente con le primarie. La speranza sarebbe quella di creare nuove piattaforme per stimolare un dibattito politico. In questo contesto, i circoli dovrebbero essere una fucina di idee, senza limitarsi solamente alla discussione di idee già viste sui giornali.
Molte altre cose avrebbero potuto essere discusse, ma purtroppo gli impegni del ministro ci hanno costretto a chiudere qui. Quello che abbiamo apprezzato è stata soprattutto la sua apertura al dibattito e la sua affabilità. Alcuni di noi, forse stanchi di sentire le solite dichiarazioni di certi esponenti del PD, spesso smaccatamente “pro” o “contro” la politica del partito, sono stati colpiti da questo politico non solo capace di vedere sia i pregi che i limiti del gruppo dirigente, ma anche di indicare una strada per migliorare le cose in modo costruttivo. Speriamo di averlo presto nuovamente nostro ospite in occasione della sua prossima visita dalle nostre parti.

INCONTRO CON IL MINISTRO MARTINA – 25 Settembre 2015 – New York

Venerdi 25 settembre, all’Italian Academy della Columbia University, si è tenuta una breve conversazione con Maurizio Martina (Ministro per le Politiche Agricole del Governo Renzi) e Livia Pomodoro (Presidente del Milan Center for Food Law and Policy) su sicurezza del cibo, globalizzazione e sostenibilità. Ovviamente questa conversazione era alla luce dell’esperienza di Expo Milano.

Martina 25 set 2015Sostenibilità ormai è divenuta un elemento di competitività: fino a qualche tempo fa questi due divergevano. Questo è senz’altro uno degli aspetti più positivi che risultano dallo sviluppo del mercato del cibo a livello globale. Le sfide però sono imponenti: da un lato il 70% dell’acqua prelevata dai fiumi è utilizzata per l’agricolutura; dall’altro un terzo del cibo prodotto viene perso lungo tutta la filiera.

La Banca Mondiale stima che la necessità per nutrire il Pianeta nel 2030 è una produzione del 30% più elevata di quella attuale. È anche ovvio che la riduzione degli sprechi concorre di fatto allo stesso risultato.

Come sappiamo l’omissione di soccorso è un reato, ma l’omissione nel fornire cibo agli affamati non lo è. La Presidente Pomodoro diceva che non c’è modo giuridico per farsi valere del costo di tutti questi sprechi che – di fatto – paghiamo tutti noi consumatori. Il diritto al cibo dovrebbe essere il primo dei diritti, ma attualmente è vissuto soltanto come un’aspirazione etica.

Il Ministro sottolineava che l’educazione alimentare è una componente dell’educazione alla cittadinanza e per questo è bene che sia introdotta nei programmi scolastici sin dalla scuola materna. Forse è poi banale ricordare la correlazione tra educazione alla cittadinanza e quella alla democrazia.

Martina 25 set 2015 foto di gruppo

Per quanto riguarda invece gli OGM, il Ministro difendeva la scelta italiana nel sostanziale divieto di queste produzioni: questo non tanto ormai per dubbi sulla salute, ma perché si pensa che la produzione agricola italiana non possa competere a livello globale su questo versante. Va invece sostenuta, investigando comunque altre nuove tecniche, la produzione biologica che al momento pesa per il 10% della produzione totale italiana.

In poco tempo a disposizione non si poteva altro che discutere senza approfondire, ma quel tempo è sembrato comunque importante per cogliere qualche elemento di riflessione.

Infine il Ministro ricordava di essere già stato ospite a New York del Circolo del PD e ha ricevuto la nostra esortazione a tenere sempre unito il Partito lungo il percorso delle riforme.

Martina 25 set 2015 con Enrico

Enrico Zanon – Circolo PD New York